Se, dopo quella sera, Dean scrisse davvero a Moth su Instagram, proprio come aveva promesso?

No.

Assolutamente no. Perché non era così che Dean giocava. Quando voleva conquistare qualcuno, all’inizio era tenace per guadagnare punti. Ma una volta che pensava di aver preso l’iniziativa, smetteva di agire. E aspettava. Lasciava che l’altra persona diventasse un pò irrequieta. E, alla fine, quella lo contattava.

Da quel momento in poi, Dean controllava del tutto il gioco.

Dean era convinto che Moth non sarebbe stato diverso. La gente poteva definirlo difficile quanto voleva, ma lui aveva visto come aveva reagito Moth quella sera. Chiaramente, non era così difficile.

Sfortunatamente, Ten non capiva per niente la strategia di Dean. Dopo che Dean si era lasciato sfuggire che aveva ottenuto l’Instagram di Moth, Ten aveva iniziato ad infastidirlo con regolarità.

Avevano parlato?

Quando avevano appuntamento?

Quando avrebbero iniziato ad uscire insieme?

Dopo tre interi giorni senza progressi, Ten andò a casa di Dean. Dean gli rivolse uno sguardo omicida.

«Grandioso. Ora ti presenti a casa delle persone ogni volta che ti va? Senza bussare, senza avvertire?»

«Perché? Hai un ospite?»

«Io. Non porto. Mai. Nessuno. A casa.» Dean enfatizzò ogni parola. «Tu e tuo figlio siete letteralmente gli unici ad invitarvi a casa mia.»

Ten aveva portato il suo piccolino, che stava correndo in giro per la casa di Dean. Così Dean ipotizzò che Ten fosse venuto per lavoro.

«Il cliente ha approvato la clip. L’ho postata ieri. Quando mi pagheranno, alla fine del mese, ti trasferirò la tua quota.»

Dean guadagnava la maggior parte dei suoi soldi come influencer. Talvolta le aziende lo assumevano per produrre video sponsorizzati. Qualche volta vendeva prodotti direttamente attraverso la sua piattaforma. Con un seguito a sette cifre, Dean guadagnava davvero bene per qualcuno della sua età.

Ten, che Dean conosceva sin dai tempi al Communication Arts, lavorava come editor freelance. La sua attività principale era nel cinema, ma Dean lo ingaggiava regolarmente per il montaggio di contenuti, e spot più complessi.

Ten liquidò l’argomento con un gesto.

«Non sono venuto per i soldi.»

«E cosa allora?»

«Sono venuto per Moth.»

Ovviamente. Ten era inquietantemente determinato a portare avanti questo piano ridicolo.

«Quindi?» domandò. «Fatto progressi?»

«No.»

«Siete andati a mangiare fuori?»

«No.»

«Sembra che anche tu gli possa piacere?»

«Ho detto che non è successo niente. Mi hai sentito?»

«Hai il suo Instagram da almeno una settimana e non è successo niente?»

«Non è una cazzo di settimana. Sono passati tre giorni.»

«Quindi perché non gli hai scritto per primo? Se aspetti che sia lui a scriverti, come pensi di riuscire a conquistare qualcuno?»

Dean sbuffò.

«Hai un bella faccia tosta a darmi consigli di seduzione. È proprio perché la pensi così che non riesci a conquistare nessuno. Uno come me, non perde il suo valore mettendosi ad inseguire le persone.»

«E sei sicuro che Moth ti scriverà?»

Dean avrebbe voluto dire si. Ne era sicuro. Se non fosse che…erano trascorsi quasi quattro giorni. Erano un pò più del solito. Ciononostante, si rifiutava di farsene un’ossessione.

«Se non lo fa, non lo fa. Non ho intenzione di sprecare la mia vita a rincorrere qualcuno.»

Dean indossò la sua giacca. Ten aggrottò la fronte.

«Dove stai andando?»

«Ho degli impegni.»

«E io e Pun? Hai promesso che avresti aiutato!»

«Ho provato. Oltre questo non posso andare. Cosa vuoi che faccia?»

Ma persino mentre lo diceva, una piccola domanda iniziò a rodergli in fondo alla mente.

Moth davvero non lo amava neanche un pò?

Era per questo che non gli aveva scritto?


Più tardi, Dean varcò la soglia di un centro commerciale in compagnia di Hun. Hun rise.

«Allora, hai esaurito le scorte oggi? Per questo hai trovato finalmente il tempo per vedermi?»

«Non esagerare.»

Hun gli fece notare che, a parte bere, erano secoli che lui e Dean non trascorrevano insieme delle ore normali alla luce del giorno. Dean fece spallucce.

«È solo che non volevo stare con nessun altro oggi. Volevo rilassarmi con un amico.»

Hun lo guardò e gli rivolse un sorriso tirato, sentendo la parola “amico”. Dopotutto, in passato, la relazione tra Dean e Hun era stata notevolmente più intima di un’amicizia. Ciononostante, non era mai diventato nulla di serio. Col tempo erano diventati amici. Era così che agiva chiunque entrasse nella vita di Dean. Coloro che erano capaci di accettare l’accordo, diventavano suoi amici. Chi invece non riusciva a farlo, si arrabbiava e spariva.

Hun apparteneva al primo gruppo. Sin dall’inizio, non si era mai aspettato nulla di serio da qualcuno come Dean. E, in qualche modo, poteva anche somigliargli. Non perché Hun flirtasse costantemente con le persone, ma perché preferiva la felicità alla miseria. Se una relazione lo rendeva felice, se la godeva. Se iniziava a causargli dolore, era perfettamente in grado di andare via.

Dopo aver fatto acquisti per un pò, Dean suggerì: «Ti va di vedere un film? Ce n’è uno alle cinque che sembra bello.»

«Non posso.»

«Cosa? Hai detto che eri libero tutto il giorno.»

«Sono libero tutto il giorno.» Hun sorrise. «Ma ci sono cose che voglio fare che non potrei fare con un amico, giusto? Quindi devo ritagliarmi un po’ di tempo per qualcun altro.»

Dean restò in silenzio per un secondo. La cosa non lo sorprese particolarmente. Hun aveva trascorso la maggior parte del tempo insieme, a mandare messaggi ad altre persone. E ora se ne stava andando felicemente ad incontrare qualcun altro senza preoccuparsi di abbandonarlo.

Dean non era arrabbiato. Sapeva di non avere alcun diritto di costringere qualcuno a restare al suo fianco. Se lui per primo rifiutava di legarsi, non poteva aspettarsi che gli altri restassero legati a lui.

Così si separarono.


Dean decise di guardare il film da solo. Scrisse a parecchie persone, sperando che qualcuno fosse disponibile ad accompagnarlo. Non rispose nessuno.

Poi, per puro caso, vide Om e Boom al cinema.

«Hey! Om! Boom! State andando a vedere un film?»

Erano in piedi davanti ad uno dei distributori automatici. Entrambi parvero stranamente nervosi quando lo videro.

Dean guardò lo schermo. Stavano acquistando i biglietti proprio per il film che lui voleva vedere.

«Perfetto. Guardiamolo insieme.»

Silenzio.

Dean aggrottò la fronte. Perché si comportavano in maniera così strana? All’inizio si chiese se non avessero qualche promozione speciale che non volevano condividere.

«Come volete. Va bene. Prendo da solo il mio biglietto.»

Alla fine, Om parlò.

«In realtà…» esitò, «in questo momento Boom e io…». Altra pausa.

«…ci frequentiamo.»

Dean li fissò. Per un attimo pensò davvero che stessero scherzando. Poi i due si presero per mano davanti a lui.

Okay. Decisamente non era uno scherzo.

«Puoi lo stesso guardarlo con noi» si offrì uno di loro, « è solo che non voglio che tu ti sorprenda se ci teniamo per mano al cinema.»

Comunque, ora che Dean capiva cosa stesse accadendo, ebbe improvvisamente la sensazione di essere un incomodo.

«No, va bene così» sorrise. «In realtà, penso che guarderò qualcos’altro.»

Dean acquistò il biglietto di un altro film e andò da solo. Ma seguì a stento ciò che stava succedendo sullo schermo. I suoi pensieri continuarono a tornare a Om e Boom.

Entrambi erano stati con lui in un’occasione. Come Hun, erano stati entrambi qualcuno con cui Dean aveva condiviso un momento di intimità. Om era stato colui che si era volontariamente fatto da parte quando aveva realizzato che Dean non avrebbe mai fatto sul serio. Con Boom era stata peggio. Boom era stato ferito da Dean, e per un pò c’era stata tensione tra loro. Alla fine, comunque, erano riusciti a risolvere la situazione.

Ironia della sorte, Om e Boom si erano originariamente incontrati perché Boom era geloso che Om parlasse con Dean. In qualche modo, i due che un tempo erano stati rivali a causa sua, erano diventati amici.

Poi si erano avvicinati.

E ora…erano una coppia.

Dean non riusciva a decidere come si sentisse. Non è che non fosse felice per loro. Ma era anche vero che non sentiva niente. Ad essere onesti…c’era uno strano vuoto nel suo petto. Non capiva cosa fosse.

Fortunatamente, Dean non dovette sopportare quel sentimento troppo a lungo. Perché all’improvviso…

Moth lo chiamò su Instagram.

Dean lasciò immediatamente il cinema per rispondere.

«Ciao…»

E a quel punto non potè più negarlo.

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