«Dean, hai riservato un tavolo per stasera?» chiese P’Jo quando il suo cliente fisso entrò nel Maniac Bar.

«No, troverò qualcosa dentro.»

«Per te non sarà difficile.»

P’Jo andò ad accogliere i clienti. Dean cercò qualche conoscente. Poi vide qualcuno seduto da solo nel bar. E si sentì come se avesse appena vinto alla lotteria.

Moth.

Il pazzo.

Dean si ricordò di Ten che lo pregava: «Dean, ti prego. Flirta con Moth per me.»

La sua logica era completamente svitata. Secondo lui, l’unico modo per avere una possibilità con Pun, era che Pun smettesse di amare Moth. E qual era il modo migliore per farlo succedere? Moth doveva iniziare ad uscire con qualcuno.

Dean subito aveva chiesto: «Perché diavolo dovrei essere io?»

«Perchè qualcuno pazzo come Moth, ha bisogno di qualcuno pazzo come te, che si occupi di lui.»

«Mi hai appena chiamato pazzo?»

Ten subito ritrattò: «No! Intendo che sei bravo in questo.»

Poi attaccò l’ego di Dean: «A meno che tu non abbia paura di non farcela. Forse non sei così attraente come tutti credono.» Dean si irritava ancora ogni volta che ci pensava. Come si permetteva quel bastardo di sfidarlo? Uno come lui, incapace di conquistare qualcuno? Ridicolo.

Guardò Moth di nuovo.

L’uomo non era né delicato, né piccolo. Era alto e magro, quasi elegante. La sua pelle chiara sembrava luminosa. Il suo abbigliamento scelto attentamente e con stile. I suoi occhi indifferenti sembravano disinteressati verso praticamente tutto ciò che lo circondava. Mentre la sua bocca sottile e fiera, sembrava pronta a deridere il mondo intero.

Dean riusciva a capire perché la gente dicesse che era difficile da conquistare. Ma…quanto difficile poteva essere?

Nel profondo Dean aveva sempre amato le sfide. E nonostante sostenesse di non essere interessato, i suoi piedi si mossero praticamente da soli verso Moth.


Moth era andato a bere da solo.

Pun non era disponibile, e dopo la giornata che aveva avuto, Moth non era riuscito a sopportare di restare da solo nella sua camera. Era intenzionato a bere un drink o due, e ad andarsene prima che il bar si affollasse, evitando interazioni con chiunque. La sua naturale espressione poco accogliente, di solito, lo proteggeva dagli estranei.

Evidentemente, non quella sera.

Una voce lo raggiunse da dietro: «C’è qualcuno seduto qui?»

Moth si girò e immediatamente riconobbe il sorriso abbagliante sulla faccia di Dean. Quello era il pazzo di cui Pun gli aveva raccontato le avventure romantiche.

«No» rispose Moth freddamente. «Ma lo tengo io.»

«Per il tuo fidanzato?»

Moth lo fissò. Da quando erano così confidenza al punto che Dean si prendeva gioco di lui? A quanto pareva, essere un inguaribile seduttore non bastava, anche la sua bocca non aveva filtri.

«Ci conosciamo?»

Solitamente, quando Moth rispondeva così, le persone facevano un passo indietro. Dean semplicemente sorrise ancora di più.

«Beh, stiamo per farlo»

Continuò con naturalezza: «Sei amico di Pun, giusto? Ti ho visto con lui l’altra sera. Io sono Dean.»

Dean allungò la mano. Moth la ignorò.

«Pun non è qui, stasera. Se vuoi provarci con lui, mandagli un messaggio su Instagram.»

«Non ce l’ho l’Instagram di Pun.» Dean fece una pausa. «E comunque non ci sto provando con lui. Lo conosco soltanto.»

Moth non disse nulla.

Dean provò di nuovo. «Io sono Dean.»

«Lo so. Me lo hai già detto.»

«Non hai intenzione di dirmi il tuo nome?»

«Ti ho detto che questo posto è riservato perché non voglio che nessuno si sieda accanto a me.»

Dean lo fissò.

«E sei venuto da solo? Cazzo, se è triste.»

Moth si incendiò immediatamente.

«Sai cosa è triste? Qualcuno che deve andare in giro a parlare con gli scoosciuti.»

Alla fine, era tutto lì. Dean sembrò temporaneamente senza parole.

«Okay.»

Aveva capito.

«Divertiti.» Il sarcasmo era inconfondibile.

Moth si sentì sollevato. Finalmente. Ma, dietro di lui, presto sentì di nuovo la voce di Dean: «Hey! Con chi sei venuto?»

«Pensavo mi avessi dimenticato.»

«Per favore. Come potrei dimenticare qualcuno di così adorabile?»

Moth non resistette all’impulso di guardare. L’uomo che aveva appena cacciato non era scoraggiato neanche un pò. Dean stava già abbracciando felicemente e flirtando con qualcun altro. Moth roteò gli occhi e bevve.


Dopo due drink, Moth decise di andarsene. Si fermò in bagno prima di chiedere un passaggio.

Pun lo chiamò. Nel momento in cui Moth vide la telefonata, quella sensazione disagio tornò. Se fosse stato assolutamente certo che i sentimenti di Pun fossero del tutto platonici, rispondere sarebbe stato facile. Ma ora la situazione era diventata troppo ovvia da ignorare. Era arrivato il momento di estinguere quella fiamma, prima che il vento la trasformasse in un fuoco.

Ma come riuscirci senza rovinare l’amicizia? Quell’amicizia era qualcosa che proprio non poteva sopportare di perdere. Moth si perse così a lungo nei pensieri che non notò l’alta figura che lo approcciò da dietro. Nello specchio comparve una figura affascinante e familiare.

Era già ubriaco?

Moth guardò Dean attraverso lo specchio. Forse era l’alcol. Forse Dean lo aveva colto appena prima che risollevasse le sue difese. Qualunque fosse la ragione, per approssimativamente cinque secondi, Moth dovette ammettere qualcosa che assolutamente non avrebbe voluto: Gli occhi vivaci di Dean e il suo bellissimo sorriso erano incredibilmente attraenti.

Solo cinque secondi.

Moth subito guardò altrove e provò a fuggire. Ciò che non sapeva, era che a Dean erano stati concessi cinque secondi tutti suoi. Cinque secondi in cui gli occhi di Moth erano stati completamente disarmati. E qualcuno con l’esperienza di Dean avrebbe potuto leggere facilmente quell’espressione.

Moth era colpito. Persino interessato.

Dean aveva flirtato con centinaia di persone. Sapeva ciò che stava vedendo. Perciò, quando Moth provò a passare, gli si parò davanti con nonchalance.

Moth andò nella direzione opposta. Dean lo bloccò di nuovo.

Stavolta Moth lo urtò leggermente. Il naso di Dean si ritrovò a meno della distanza di un respiro dalla guancia di Moth. I loro occhi si incrociarono. Erano separati a stento da cinque centimetri. Moth sentì che lo sguardo di Dean fosse abbastanza bollente da scioglierlo del tutto. Un respiro caldo sfiorò la pelle pallida del suo collo. Il suo corpo reagì prima che la mente potesse fermarlo.

Poi Dean mormorò: «Hai un buon odore.»

Moth si irrigidì. Ricostruì immediatamente tutte le barriere emotive che aveva e spinse indietro Dean. Immaginò che il suo aspetto fosse terrificante.

Per Dean, sembrava più un gattino che soffiava sulla difensiva.

Dean sorrise.

«Che carino.»

Moth lo guardò incredulo. Da un lato, non riusciva a capire che prove avesse Dean per arrivare a quella conclusione. Ma, ancora più importante…perché mai il viso di Moth si era improvvisamente incendiato a quel complimento?

Dean non gli concesse tempo per riprendersi. Tirò fuori il cellulare e aprì un profilo Instagram. Il profilo Instagram di Moth. Un profilo che Dean aveva cercato per quasi un’ora.

«Posso avere il tuo Instagram, Moth?»

Moth osservò il suo account proprio lì, sullo schermo di Dean.

«Lo hai già trovato. Perché me lo chiedi?»

«Perché voglio che sia tu a darmelo.»

«Per cosa?»

La voce di Dean si addolcì.

«Parlare con te…»

Una pausa.

«Infastidirti…»

Altra pausa.

«Provarci con te.»

Per probabilmente la prima volta nella sua vita, Moth dovette ammettere che qualcuno lo aveva completamente disorientato. Chi diavolo era questo lunatico? Moth aprì la bocca. Non uscì niente.

Dean approfittò subito della situazione.

«Posso seguirti?»

I loro occhi si incontrarono di nuovo. Moth tentò disperatamente di reprimere le assurde reazioni che provava dentro, e di costringere il cervello a funzionare normalmente.

Invece, il suo cervello evidentemente aveva subito uno scompenso catastrofico. Si sentì dire: «Se hai il coraggio…provaci.»

Dean si congelò. A quanto pareva, anche Moth era stato in grado di sorprenderlo.

E Moth scappò subito dopo.


Fuori, mentre camminava velocemente per sfuggire a Dean, Moth chiese di essere portato via. Dean lo seguì.

«Aspetta. Come torni a casa?»

«Ho chiamato un’auto.»

«Vuoi che ti dia un passaggio?»

«No.»

«Sei sicuro di saper tornare a casa?»

Moth si fermò.

«Non ti porterò nella mia stanza, e non ti accompagnerò nemmeno nella tua. Smettila di sprecare il tuo tempo.»

Dean sbatté le palpebre. Poi rise.

«Pensi questo di tutti, o solo di me?»

L’auto che Moth aveva chiamato si fermò. Moth controllò la targa. Dean si avvicinò e aprì la portiera per lui.

«Chiedo solo perché voglio essere sicuro che torni a casa sano e salvo.»

Qualcosa nel comportamento di Dean fece sentire Moth inaspettatamente al sicuro. Giusto un pochino. Mantenne l’espressione perfettamente controllata e salì in macchina.

Dean di sporse in avanti prima di chiudere la portiera.

«Allora, torna a casa sano e salvo.»

E infine: «Ti manderò un messaggio su Instagram…» Sorrise. «…per flirtare con te.»

Chiuse la portiera prima che Moth potesse aprirla.

L’auto partì.

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