“È folle!”

Questo fu il pensiero che attraversò la mente di Moth mentre guardava il dipinto astratto, bene in vista nella galleria. Il quadro non aveva catturato la sua attenzione per la sua squisita bellezza, nè per la storia profonda. Era semplicemente un’esplosione intensa di colori, sparsi nella cornice senza un ordine in particolare. E nonostante ciò, in qualche modo, a Moth fece tornare in mente tutto ciò che era successo tra lui e Dean.

In quel momento, i pensieri di Moth vagarono lontano. Restò a lungo immobile, a fissare il dipinto, quasi come se fosse caduto vittima del suo incantesimo.

« Ti piacciono i dipinti astratti?»

La voce chiara di una giovane donna lo interruppe, trascinando Moth lontano dal quadro e riportandolo alla realtà. Anche senza guardarla direttamente, sapeva che la persona che stava provando ad iniziare una conversazione era la stessa donna che aveva trascorso l’ultima ora a cercare di farselo amico.

Lei continuò a provare a fare conversazione, ma Moth andò dritto al punto.

« E prima, ho sentito il tuo amico chiedersi se mi piacessero le donne o gli uomini. Per questo ti ha mandato qui a controllare, giusto? Puoi tornare a dirglielo per me. Mi piacciono gli uomini. Uomini, ma…non mi piace il tuo amico.»

Il viso della ragazza restò visibilmente privo di espressione dalla sorpresa, confermando a Moth che ci aveva preso su tutto. A Moth non importava granché che la sua franchezza potesse ferire i sentimenti di qualcun altro. Non era un problema suo. No. Il suo vero problema era il bastardo che era all’ingesso della galleria ad aspettarlo.

«Che diavolo ci fai tu qua?»

Dean si tolse gli occhiali da sole, rivelando un paio di occhi luminosi, pericolosamente attraenti, incastonati sul suo bel viso. Le labbra ben modellate si curvarono in un sorriso accennato prima di farsi più vicino e sussurrare: «Volevo solo fare qualcosa di folle con te.»

Se quelle parole fossero uscite da chiunque altro, Moth probabilmente avrebbe sentito i brividi dall’imbarazzo. Ma dall’uomo di fronte a lui?

Meno di mezz’ora dopo, i due si ritrovarono di nuovo insieme in una stanza. Moth lasciò che l’altro lo spingesse sul letto, premendo le labbra fino a chiudere la bocca. Poi la aprì leggermente. Una lingua scivolò dentro, estraendone la dolcezza finché non sembrò non esserne rimasto più nulla.

C’erano diversi tipi di persone folli al mondo. Alcune lo erano apertamente. Altre lo nascondevano. Alcune non avevano neanche idea di esserlo. E altre ancora si comportavano deliberatamente da pazze per attirare l’attenzione. Moth non era sicuro a quale categoria appartenesse. Nei suoi 24 anni di vita, era stato chiamato pazzo almeno un centinaio di volte. Ma c’era una sola cosa di cui era assolutamente sicuro: non sarebbe mai stato più pazzo del bastardo che giaceva su di lui.

Un attimo dopo, Moth cambiò posizione e montò sull’altro uomo, iniziando ad assaporarlo e divorarlo di rimando.

Cosa poteva farci? Si dava il caso che Moth fosse il tipo di folle a cui piaceva fare cose folli almeno quanto il folle ragazzo di nome Dean.

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